La nostra Founder & CEO Teresa Minero condurrà la prima sessione presentando i risultati del 5° ISPE Pharma 4.0™ Survey, delineando gli aggiornamenti sui livelli di maturità, le tecnologie adottate, i benefici e le sfide.
Gli esperti in materia discuteranno poi le soluzioni pratiche e le sfide dal punto di vista tecnico, manageriale e normativo. I partecipanti avranno anche l'opportunità di confrontarsi con i leader del settore e i loro pari in un evento di networking virtuale di 30'.
LifeBee è sempre attiva nel dibattito su Pharma 4.0™ e siamo presenti anche come Sponsor.
Collegatevi alle 15:00 CET, registrazione gratuita qui
Non mancate!
Al via il primo di due appuntamento del Virtual GAMP Forum organizzato da ISPE Italy Affiliate e GAMP.
LifeBee sponsor per entrambi i pomeriggi di approfondimento: 2 dicembre 2021 e 25 gennaio 2022.
Si parlerà di Data Integrity, Compliance e Cyber Security.
Qui le agende delle due giornate
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Teresa Minero apre la sessione "Digitalisation of Pharmaceutical Industry" alla Conferenza Annuale Eurasian ISPE con un intervento "Where are we on Pharma 4.0™?"
Teresa Minero: "È stato un onore e un piacere partecipare oggi alla conferenza Eurasian ISPE a Mosca, anche se virtualmente. Grande opportunità per condividere le ultime tendenze normative e come il 4.0 nel settore farmaceutico stia giocando un ruolo chiave per essere sempre compliance".
Al via la 5° e rinnovata edizione della 5° edizione Survey ISPE dedicata al Pharma 4.0™.
Un sondaggio dedicato allo stato dell’arte del Pharma 4.0™, in questa edizione con focus su benefici e vincoli, “inventato” da noi, diventato uno dei best seller di ISPE e presentato da Teresa Minero anche all'agenzia UNIDO delle Nazioni Unite.
I risultati verranno condivisi da Teresa Minero e da Aurelio Ravarini di LIUC Business School in occasione della conferenza ISPE "Pharma 4.0™ & Annex 1" 8 e 9 dicembre a Vienna (fruibile anche da remoto).
La Survey sarà la base per una tavola rotonda con le Agenzie Regolatorie (tra cui EMA, FDA, MHRA) e sarà utilizzata da ISPE per definire la strategia nel Pharma 4.0™ per i prossimi anni.
C’è tempo fino al 5 novembre per rispondere alle 10 domande: pochi minuti e non perderete la occasione di contribuire con la vostra opinione ad un sondaggio di grande rilevanza a livello globale.
Compila il sondaggio qui (aperto anche ai non soci ISPE!).
LifeBee sponsor della Summer Night organizzata dall'affiliata italiana di ISPE.
Quando?
Martedì 12 luglio dalle ore 17:00 presso MADE - Competence Center Industria 4.0 (Via Giovanni Durando, 10 - 20158 Milano)
AGENDA:
17:00 - 17:15 Welcome
Enzo Lacchini, ISPE Chair Italian Affiliate
17:15 - 17:30 Gruppi di Lavoro ISPE Italy
Annex 1, Cold Chain, GAMP, Medical Device, Cyber Security,Sicurezza Impianti
17:30 - 18:15 La gestione della sanità dopo la Pandemia: una nuova alleanza fra gestori ed operatori sanitari e l'industria Life Sciences
Fabrizio Landi (Presidente Toscana Life Science)
18:15 - 19:00 Tour MADE competence center 4.0
19:00 - 20:45 Aperitivo
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LifeBee sponsorizza il Virtual GAMP Forum “Data Integrity By Design”.
Il webinar è organizzato in collaborazione con ISPE Italia.
Quando?
27 aprile dalle ore 14:30 alle ore 17:00
Il nostro Giorgio Civaroli speaker con la relazione “Firma Elettronica vs Firma Digitale”
Approfondirà l’analisi del rapporto tra tecnologie di identificazione digitale e firme digitali ed il concetto di firma elettronica espresso dalle normative GxP. Aspettative Pharma e Life Sciences a confronto con esigenze e soluzioni del “resto del mondo”.
✏️ Iscrizioni qui
Maggiori info qui
Il 4.0 nel Life Science si esprime come autentico movimento di trasformazione e innovazione dei processi grazie al digitale.
LifeBee persegue da anni la Trasformazione Digitale nel Life Science al fine di perseguire eccellenza operativa e compliance proattiva.
Teresa Minero, parte dello Steering Committe globale di ISPE Pharma 4.0™ e riferimento sul tema per il Board Internazionale dei Direttori di ISPE, è autrice di due articoli in questa edizione speciale della blasonata rivista Pharmaceutical Engineering di ISPE:
1. 2020 ISPE Pharma 4.0™ Virtual Conference Highlights
Scritto con Thomas Zimmer, Christian Wölbeling e Chloe Lang.
2. "How to Pitch and Shape a Pharma 4.0™ Project” Workshop
Buona Lettura
24, 25, 26 novembre 2020
Il mondo sanitario e farmaceutico sta affrontando una serie di nuove sfide, inclusa un'enorme richiesta di nuove terapie.
La richiesta di nuovi vaccini, medicina rigenerativa e personalizzata per il paziente, terapie cellulari ha accelerato lo sviluppo di farmaci Biotech e soluzioni ATMP.
Le tre principali Società scientifiche e tecnologiche italiane, ASCCA, ISPE e PDA hanno unito le loro competenze per promuovere un evento webinar di tre giorni incentrato sulle ultime novità di biotecnologie e terapie personalizzate avanzate.
Ogni giorno, coordinato da una delle Società, sarà incentrato su un argomento specifico: controllo della contaminazione dell'ambiente di produzione, tecnologia di processo e aspetti di qualità.
Iscrizioni qui
See you there!
LifeBee è ISPE Partner ShowCase in TUTTE le cinque conferenze virtuali organizzate da ISPE nel 2020:
Teresa Minero - moderatrice nella sessione "Regulators' View on COVID-19"
Teresa Minero - moderatrice e speaker nella sessione "Digital Transformation to Pharma 4.0" - 6 novembre, 11:30 - 13:00
Teresa Minero - speaker nelle sessioni "ISPE Pharma 4.0: Fourt Survey: Is Quality and Regulations Impacted?" e "Whorkshop 4: How to Pitch, Shape, Estimate and Kick-Off a Pharma 4.0 Project" - 18 novembre, ore 8:30 e 10:30
[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Giorgio Civaroli per ICF - Rivista dell'Industria Chimica e Farmaceutica - giugno/luglio 2020
Le DTx (Digital Therapeutics) rappresentano un settore fortemente innovativo, che deve tenere conto sia delle criticità tipiche del ciclo di vita di un prodotto informatico sia delle buone pratiche e delle normative stringenti di industria farmaceutica e life sciences.
A tutela della salute del paziente.
Con un articolo di Teresa Minero, nello scorso numero di ICF abbiamo descritto come, con le Terapie Digitali (Digital Therapeutics - DTx), in realtà il futuro sia già qui, nel presente.
Con questo secondo articolo vogliamo entrare nello specifico di come una DTx possa diventare tale e cosa si debba tenere in considerazione mentre la si realizza, seguendo le buone pratiche in uso nel settore farmaceutico, dove è d’obbligo avere la certezza che il software realizzato rispetti una serie di regole per garantire le adeguate sicurezze al paziente.
La terapia digitale, che è software e “principio attivo” allo stesso tempo, vero oggetto terapeutico, deve perciò funzionare in modo affidabile, come condizione necessaria e preliminare a ogni analisi e approvazione terapeutica. Esso è soggetto a tutti i rischi tipici che caratterizzano il ciclo di vita di un prodotto software:
• Errori (od omissioni) in fase di concezione e progettazione;
• Errori di realizzazione;
• Inadeguata gestione del processo evolutivo nel tempo.
In aggiunta agli standard internazionali emessi per i Medical Device, che sono il riferimento più affine per una corretta gestione dello sviluppo, cosa potrebbe imparare il neonato settore delle DTx dalla storia vissuta dall’industria farmaceutica relativamente all’utilizzo dei software?
Approfondiamo allora alcune riflessioni, che nascono dalle esperienze vissute nel mondo farmaceutico negli ultimi quattro decenni circa; esperienze relative all’uso di automazione ed informatizzazione a supporto dei processi critici.
Partiamo con una premessa. Nel mondo moderno siamo abituati a fidarci di quello che leggiamo sullo schermo del nostro computer, del cellulare o del tablet. È un atto consapevole o inconsapevole?
Spesso rischia di essere un atto di fiducia inconsapevole perché, indubbiamente, il computer (nelle sue diverse accezioni) ha migliorato il nostro modo di vivere: l’informazione è sempre più facilmente reperibile, fruibile, archiviabile e l’automazione ci ha tolto alcune parti della fatica fisica.
Nel settore della farmaceutica però, molto di più che in altri, c’è di mezzo la salute delle persone, se non addirittura la vita stessa.
Pertanto, la fiducia riposta nei computer non può essere un atto inconsapevole, deve essere l’esito di una “ragionevole certezza”; certezza che va costruita con metodologie chiare e ripetibili.
Alcuni tragici eventi avvenuti già negli anni ‘70 e ‘80 nel farmaceutico hanno chiaramente stimolato, nel settore specifico, un processo di consapevolezza sull’uso sicuro dei sistemi computerizzati. Consapevolezza che è diventata presto richiesta normativa da parte degli enti di Salute pubblica, primo tra tutti, in ordine di tempo, la Food & Drug Administration statunitense. E questa consapevolezza ha avuto e continua ad avere un processo di maturazione, passando da richieste di correttezza funzionale (in primis) ad una successiva maggiore attenzione al concetto di “dato”.
Da dove arrivano i dati di input?
E quelli di output: se sono corretti al tempo zero, dove vanno? Quanto devono vivere? Sono disponibili sempre? Sono affidabili sempre durante la loro vita? Se no, quali rischi possono insorgere?
La storia dell’evoluzione delle richieste regolatorie va di pari passo con le risposte metodologiche che l’industria farmaceutica (e più in generale il Life Science) ha trovato negli anni, al fine di rispondere a tali richieste e costruire la ragionevole certezza di operare con sistemi computerizzati sotto pieno controllo.
A partire dalle metodologie ingegneristiche per la validazione dei sistemi meccanici l’industria farmaceutica ha sviluppato la propria strada per la validazione di impianti, processi e sistemi computerizzati, partendo da quelli di automazione utilizzati per il controllo degli impianti stessi, per poi allargare l’ambito ai sistemi informativi, attingendo ad altri standard industriali, di ingegneria del software (le famose IEEE) e rielaborandoli per il proprio fine.
Nasce così, tra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90, la disciplina della Computerized Systems Validation (CSV).
Qual è il compito della CSV? In accordo con le richieste di FDA, essa può essere definita tuttora come: “Confirmation by examination and provision of objective evidence that software specifications conform to user needs and intended uses, and that the particular requirements implemented through software can be consistently fulfilled”.
In particolare, nascono in Europa (e in parte anche in Italia) le linee guida ormai universalmente diffuse come il punto di riferimento metodologico per la CSV: le GAMP (Good Automated Manufacturing Practices - Norme di Buona Fabbricazione di Sistemi Automatici).
Perché possiamo dire che sono nate anche in Italia?
Perché nello sviluppo della metodologia di risposta giocano un ruolo fondamentale due ispezioni fatte in Europa da FDA, nel 1991, in Inghilterra e proprio in Italia, presso due stabilimenti di importanti multinazionali. Ispezioni importantissime perché pietre miliari per le non conformità rilevate sulla gestione dei sistemi computerizzati.
Come conseguenza, nutriti gruppi di lavoro delle due aziende hanno lavorato per qualche anno alla risoluzione delle non conformità ed alle azioni di rimedio. L’autore di questo articolo ha avuto la fortuna di trovarsi, da giovane neolaureato, nel gruppo di lavoro italiano. Una volta superate positivamente le ispezioni di riverifica da parte di FDA, i due gruppi di lavoro si sono ritrovati in Inghilterra e hanno trascritto
in un documento le metodologie identificate. Sono la prima versione delle GAMP. Era il 1994. Molti anni sono passati e la metodologia (ormai alla sua quinta versione) è stata migliorata ed è evoluta da un focus iniziale sui sistemi di controllo di impianto, ad una forma più generale, includente anche i sistemi informativi, e andando oltre la produzione verso i processi distributivi, la ricerca clinica, i processi regolatori.
Non ultimo, elaborando un approccio più flessibile per potersi adattare all’elevata dinamicità delle nuove tecnologie.
GAMP, dapprima piccolo gruppo di lavoro indipendente, si è poi unita a ISPE (International Society of Pharmaceutical Engineering), la più grande comunità no profit al mondo di professionisti dell’industria farmaceutica.
Grazie a questo passaggio, la metodologia GAMP ha potuto solcare l’oceano ed arrivare negli Usa, e da lì nel resto del mondo, fino ad essere riconosciuta da FDA stessa, che la cita espressamente come una delle strade per rispondere alle richieste di adeguatezza dei software in uso nel settore.
Il principio base comunque è rimasto sempre lo stesso: supportare la buona gestione dell’intero ciclo di vita di un sistema (software e hardware), progettando, documentando e testando il tutto in maniera formale e dimostrabile. In modo tale da verificare l’aderenza tra il funzionamento finale del sistema e gli obiettivi predefiniti (Intended use), con particolare attenzione alle funzionalità critiche. Quindi, in ultima analisi, per garantire l’obiettivo che più interessa: poter ridurre i rischi derivanti per la salute del paziente.
Per tornare alle DTx: la Terapia Digitale è di fatto un software. E come tale è soggetto a tutti i rischi tipici già citati. Una delle caratteristiche principali di queste terapie innovative è il poter essere erogate ai pazienti attraverso i terminali mobili (cellulari e tablet), ormai alla portata di tutti. Questo punto, indubbiamente positivo, porta con sé ulteriori rischi da gestire in aggiunta, appunto, a quelli tipici di un prodotto software tradizionale.
Alcuni esempi:
• necessità di funzionamento su piattaforme multiple (Android, iOS) e su diverse tipologie di hardware dalle più svariate capacità prestazionali;
• discrezionalità degli utenti nell’aggiornamento dei sistemi operativi e delle app;
• corretta gestione delle installazioni sui dispositivi: corretta configurazione, identificazione e profilazione dell’utente;
• impossibilità di certezza sulla disponibilità di connessione.
Cosa si potrebbe quindi imparare dal farmaceutico per la nuova realtà delle DTX?
Sicuramente mutuare la consapevolezza dei rischi legati allo sviluppo del software per il farmaceutico, che nell’ambito delle DTx, poiché appena nate, deve ancora crescere. Inoltre, attingere alle metodologie esistenti lavorando per adattarle alle proprie peculiarità. Infine, considerare che un supporto fondamentale alla realizzazione di un corretto ciclo di vita di questi software ci può essere fornito, come per le altre tipologie di software GxP critici, dalla linea guida ISPE GAMP. In particolare, per quest’argomento, da uno dei suoi approfondimenti tematici (ISPE GAMP Good Practice Guides): GAMP GPG “A Risk-Based Approach to Regulated Mobile Applications”, che fornisce indicazioni su come gestire “in compliance” le applicazioni per i dispositivi mobili che si configurano come Medical Device (Mobile Medical App).
In sintesi, appare utile che nell’attuale processo di ideazione, progettazione, realizzazione e manutenzione delle DTx, che certamente presenta potenzialità notevoli, si aggiungano agli standard di riferimento attuali metodologie ispirate all’esperienza delle linee guida GAMP.
In conclusione, a nome di LifeBee e della comunità che da sempre si occupa delle tematiche di progettazione e qualità dei software nel Life Science, chi scrive esprime il desiderio di aprire un dibattito aperto con chi a vario titolo si occupa di progettazione, test e manutenzione di DTx. Si propone cioè un tavolo di confronto finalizzato allo sviluppo di metodologie che, a partire dalle esperienze consolidate in ambito CSV nel Life Science, definiscano una evoluzione adeguata alle esigenze specifiche delle DTx.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
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